
Presentato al Comune di Pordenone, 2026
Puttana, battona, sgualdrina, bagascia, troia, zoccola, cagna, squillo, baldracca, donnaccia. Parole mai uscite dall'uso per colpire una donna, giudicarla, chiuderla dentro un'unica immagine che non le appartiene.
Una di noi parte da dieci ritratti di donne qualunque delle quali non conosciamo niente, né la storia, né il carattere, né il lavoro… L'insulto non ha bisogno di sapere chi ha davanti: basta essere donne per poterlo ricevere. Ognuna di quelle dieci potrebbe essere una di noi…

Pensato in origine come una storia Instagram, il progetto ne riprende la grammatica: un volto, una parola, pochi secondi di durata. La stessa rapidità con cui un insulto oggi si scrive, si posta, si diffonde, viene qui restituita e capovolta, usata per denunciare la violenza invece che per esercitarla.
Nei disegni a matita e pastello di Pietro Carnelutti ogni volto ha un'espressione propria — assorta, seria, a tratti più aperta — e guarda dritto verso chi osserva. È un'attenzione che restituisce singolarità dove l’insulto la cancella.
Il progetto non è stato premiato nel concorso «PARI: né schiave, né oggetti: solo donne», promosso dal Comune di Pordenone, con scadenza il 13 aprile 2026. Non è dato sapere se a pesare sia stata proprio la scelta di mostrare quelle parole senza filtri, senza correzioni, senza addolcimenti. Una scelta che rende visibile la violenza del linguaggio e la riconosce per quello che è — una delle forme più diffuse di violenza contro le donne.
Concept: Elisabetta Michielin
Disegni: Pietro Carnelutti
Voiceover: Nicole De Leo
Realizzazione: Althea Andreoni
Pordenone Fuorilegge, 2026
Pietro Carnelutti, laureato allo IUAV di Venezia, negli anni Settanta è stato tra i collaboratori più assidui di Puzz, storica rivista del fumetto underground italiano fondata da Max Capa. Il disegno ha accompagnato tutta la sua vita: ha lavorato, tra l'altro, ai rilievi delle moschee di Sinan presentati alla Biennale di Venezia del 1982. Dal 2017 conduce un ampio progetto di ricognizione grafica dei circa 4.000 castelli italiani, interamente realizzato a matita; nel 2023 ne aveva già ritratti oltre quattrocento.