Pordenone Fuorilegge


La “marea silenziosa”: il fenomeno migratorio delle ragazze e donne nepalesi verso l’Europa

Foto di un momento di lavoro nell’ambito del progetto “Stella polare”

Incontro con Barbara Monachesi, operatrice sociale impegnata con una pluriennale esperienza a fianco delle donne nepalesi in Nepal con l’associazione Apeiron. Introducono Paola Illicher, Progetto Stella Polare, e Piera Ardessi, Cooperativa Nuovi Vicini

Da diversi anni si sta registrando il fenomeno dell'arrivo in Italia di donne e ragazze nepalesi, provenienti dalla rotta balcanica. Perché partono? Sono spinte solo da motivi economici oppure anche dalla ricerca di autonomia e dalla fuga da condizioni familiari e sociali fortemente patriarcali? L'incontro vuole andare oltre la narrazione della migrazione nepalese come fenomeno prevalentemente maschile, mettendo in luce il rapporto tra ricerca di autodeterminazione, vulnerabilità e rischio di sfruttamento.

Sarà anche l'occasione per conoscere l'associazione Apeiron, dal greco “senza limiti”, che dal 1996 lavora in Nepal al fianco di donne, bambine e bambini, in interventi di prevenzione alla risposta alla violenza di genere, sulla protezione, sull’empowerment economico e sull’educazione e sensibilizzazione. Dal 2019 Apeiron ha esteso il proprio impegno anche in Italia, sviluppando progetti dedicati all’autonomia e all’occupazione femminile, all’educazione e alla prevenzione degli stereotipi e delle discriminazioni di genere.

Crediamo che in un festival dallo sguardo sconfinato, interrogarsi sui movimenti migratori del nostro tempo, e sui bisogni e desideri di coloro che li compiono, è essenziale. Il mondo è uno solo e nulla è così distante come si crede. Ci auguriamo che il tema possa generare confronto e dibattito su migrazione, accoglienza e inclusione, in un periodo non felice.

L’incontro è organizzato dal progetto antitratta Stella Polare in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale Nuovi Vicini.

🗓️ sabato 19 settembre

🕒 11.30

📍 Caverna del Gufo, Largo San Giovanni, Pordenone

📷 Gianna Carbonera